GREENPEACE CONTRO IL CARBONE E’ noto che il carbone è stato il motore della prima rivoluzione industriale.
Oggi che la situazione generale è decisamente cambiata da quell’epoca,
il carbone risulta
il combustibile più sporco che provoca danni inostenibili a lungo termine per l’ambiente.
GREENPEACE con in contributo dell’istituto indipendente olandese CE DELF, ha provato a fare due conti nel
suo rapporto THE TRUE COAST OF COAL dal quale si evince che il carbone è utilizzato per soddisfare circa il 40% del fabbisogno di elettricità nel mondo,
dal 1996 al 2006 purtroppo l’utilizzo su scala mondiale è aumentato del 30% e una crescita simile è prevista per il prossimo futuro, se non saremo in grado di ridurre la dipendenza dal più inquinante di tutti i combustibili fossili.
Il rapporto è stato presentato a Varsavia non a caso, in quanto proprio la
Polonia è lo stato più dipendente dal carbone.
Ed ospiterà anche la CONFERENZA DELLE NAZIOANI UNITE SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI.
Il carbone è il combustibile con le maggiori emissioni specifiche di gas serra (circa il triplo del gas naturale) ed il suo utilizzo in centrali termoelettriche è una delle attività più impattanti per i cambiamenti climatici.
I veri costi del carbone, secondo i dati del rapporto,
per il solo anno 2007 sarebbero pari a 360 miliardi di euro.
E questa cifra tiene conto solo degli impatti sull’ambiente e sulla salute, non sono nemmeno stati considerati altri nefasti effetti come la distruzione di ecosistemi o la contaminazione di acque e terreni.
Il rapporto contiene anche 12 ricerche sull’impatto del carbone riguardanti Colombia, India, Russia, Indonesia, Cina, Thailandia, Sud Africa, Polonia, Stati Uniti, Germania, Australia e Filippine.
Ci sono casi come in India e per l’esattezza a Jharia, dove migliaia di persone vivono in condizioni infernali attorno ad una miniera di carbone a cielo aperto.
La stuazione presentata va ben oltre le peggiori aspettative, dandoci il polso dello stato a livello globale.
Gli impatti dell’utilizzo del carbone,
non si fermano alle già gravi emissioni di gas serra prodotte dalla combustione del fossile, ma la
deforestazione e la distruzione di interi ecosistemi, la
contaminazione di suoli e acque superficiali e profonde arrivando sino alla violazione dei diritti umani sia dei lavoratori che delle comunità che vivono nei pressi delle miniere di estrazione, delle centrali e dei siti di stoccaggio dei prodotti dello scarto delle lavorazioni, che contengono composti tossici come mercurio e arsenico.
Le centrali a carbone sono la prima fonte di dispersione di mercurio:
delle oltre 2.000 tonnellate immesse ogni anno, la metà si devono alle ciminiere delle centrali a carbone.
Non sappiamo più cosa dire in merito.
Ci auguriamo quanto prima, un cambiamento generazionale, di interessi, di ideali della politica e dirigente in quanto pensiamo che ancor oggi queste problematiche vengano, soprattutto nel nostro Paese, sempre posticipate, derise come fossero problemi di altri.
E a noi il nucleare..
Perchè ormai sembra proprio sia la strada che vuole intraprendere il nostro Paese..
Per evitare sproloqui e vista la nostra compostezza, preferiamo un:
SENZA PAROLE..